Le intolleranze alimentari fanno ingrassare?

Non dimagrisco perché sono intollerante alla maggior parte degli alimenti che mangio”

Questa frase sta diventando comune a molti pazienti, che ci chiedono di eseguire test per la diagnosi delle intolleranze, in maniera tale da eliminare per sempre questi alimenti dalla loro vita. Il settore legato alle intolleranze alimentari è in costante espansione e abbiamo chiesto alle nostre biologhe nutrizioniste di fare chiarezza sull’argomento.

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI CI FANNO INGRASSARE?

La verità è che le intolleranze alimentari non ci fanno ingrassare, non ci impediscono di dimagrire e soprattutto non ci fanno ammalare. Il nostro staff sanitario non effettua questi test e ora vi spieghiamo il motivo.

PRIMA DI TUTTO COSA SI INTENDE PER INTOLLERANZA ALIMENTARE?

L’intolleranza alimentare è una reazione avversa dell’organismo verso determinati alimenti. A differenza di quanto avviene nelle allergie alimentari, questa reazione non coinvolge il sistema immunitario. Essere intolleranti vuol dire non riuscire a digerire un alimento, con la conseguenza del verificarsi di sintomi gastrointestinalie/o malessere generale, come colite o mal di testa.

COSA PENSA LA COMUNITA’ SCIENTIFICA DEI TEST DI INTOLLERANZA?

Il proliferare di falsi test diagnostici per individuare le intolleranze alimentari ha generato negli ultimi anni molta confusione e false aspettative di dimagrimento nei soggetti in sovrappeso. Per aiutare i cittadini a riconoscere le bufale nascoste dietro al business dei falsi test, valutato in circa 3 milioni di euro, l’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – ADI, in collaborazione con le maggiori Società scientifiche (AAIITO, AIGO, AMD, ANDID, SIAAIC, SIAIP, SID, SINU, SINUPE e SIO) ha elaborato un decalogo validato dal Ministero della salute, consultabile sul sito anti-bufale della FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri www.dottoremaeveroche.it).

Noi non effettuiamo test di intolleranze perché la maggior parte non sono scientificamente attendibili. Un esempio di “intolleranza vera” è il lattosio: in questo caso si tratta di mancanza/inefficienza dell’enzima lattasi che normalmente scinde il lattosio nei suoi due componenti assorbibili: glucosio e galattosio. Se l’enzima non c’è o non funziona il lattosio rimane indigerito nell’intestino e viene fermentato dalla flora batterica producendo gas e infiammazione per cui abbiamo gonfiore, diarrea, dolori e malassorbimento. Questo tipo di intolleranza si diagnostica con il Breath Test che permette di valutare la quantità di un certo gas espirato dopo l’assunzione di una soluzione lattosata.

La celiachia invece, è a metà tra intolleranza e allergia. In questo caso è coinvolto il sistema immunitario, infatti il corpo non riconosce la gliadina (frazione del glutine) e la attacca con gli anticorpi creando anche qui infiammazione, astenia, perdita di peso dovuto al malassorbimento ecc. e si va a diagnosticare con la ricerca degli anticorpi specifici e la biopsia dei villi intestinali.

PERCHE’ I TEST DI INTOLLERANZA SONO PUBBLICIZZATI COME METODI DI DIMAGRIMENTO?

Questi test alimentari sono così diffusi e pubblicizzati come metodi di dimagrimento in quanto su un certo numero di alimenti, un soggetto risulterà quasi sempre intollerante a tutti i cibi ad alto contenuto energetico e ricchi in grassi saturi. Quindi viene consigliato di eliminare questi alimenti dalla dieta per risolvere l’intolleranza e ovviamente si dimagrisce.

COME COMPORTARSI IN CASO DI SOVRAPPESO E SINTOMI DI INTOLLERANZA?

È inutile effettuare il test, con la speranza di poter perdere peso eliminando tutti gli alimenti positivi al test, infatti diete troppo restrittive possono creare ulteriori problemi nutrizionali e metabolici. Per dimagrire bastano dieta e attività fisica. Nel caso in cui si manifestano sintomi di presunte intolleranze, sotto la guida di professionisti del settore è opportuno cominciare ad annotare con precisione i cibi e le bevande consumate per identificare i possibili colpevoli dei fastidiosi disturbi.