I’M Magazine parla di noi

In questa intervista il magazine è riuscito a comprendere a pieno l’ideologia dei nostri founders, dott. Salvio Salzano e avv. Elisabetta Rea, sull’evoluzione di Beauty Line in Neafit – Dimagrire si può.

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Teoria emotiva dell’obesità

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Quando sono triste, l’unica cosa che mi fa stare bene è mangiare. Se guardo la tv o se mi annoio, vado in cucina e apro il frigo. Quando sono in ansia o in condizioni di stress, soltanto il cioccolato può calmarmi”.

Le parole di Stefania, avvocato, normopeso di 36 anni, sono le stesse di Giulio 40 anni, obeso e anche di Marco che di recente ha perso il lavoro e reagisce alle sue frustrazioni divorando la dispensa di casa.

Stefania, Giulio e Marco, hanno un rapporto controverso con il cibo, che li spinge a cercare negli alimenti sensazioni di benessere, tranquillità e serenità. Le loro storie raccontano quella teoria emotiva che venne proposta dallo psicologo statunitense Stanley Schachter.

Ma cos’è la teoria emotiva? e come si collega all’obesità?

Schachter sostiene che le persone obese, oltre ad essere attirate da stimoli esterni più dei non obesi, mangino di più in risposta a stimoli emotivi come ansia, paura, depressione e noia.

La teoria emotiva si basa proprio sul fatto che alcune persone interpretano la sensazione emotiva come un senso di vuoto simile alla fame, dove il cibo viene usato come sostituto della gratificazione emotiva.

Ovviamente più che il problema della quantità di cibo che mangia una persona obesa, vi è il problema della qualità, infatti i cibi prediletti sono quasi sempre carboidrati e grassi. In una cultura ossessionata dalla magrezza, in cui i prototipi da prendere come esempio sono il calciatore e la modella, la persona obesa è sottoposta ad un continuo stato di pressione e vergogna, che può condurre ad una minore autostima. I sentimenti derivanti da queste condizioni conducono la persona a ricercare una facile gratificazione nel cibo.

In che modo il rapporto tra cibo ed emozione può condurre all’obesità?

Il rapporto tra cibo ed emozione è un rapporto che nasce e cresce insieme a noi. A cominciare dalla vita intrauterina per poi prendere forma nella prima infanzia attraverso il contatto con il seno materno, accompagnandoci per il resto della nostra esistenza. A maggior ragione questo rapporto può essere influenzato dalle figure genitoriali. Se il genitore non è in grado di fornire al bambino un giusto rapporto tra fame e gratificazione emotiva, quest’ultimo può fraintendere le sue sensazioni fisiche e imparare ad abusare del cibo per calmare le tensioni e sopportare le difficoltà interpersonali. La risposta dei genitori ai bisogni del figlio è di fondamentale importanza in questo caso. Il neonato impara a distinguere attraverso l’esperienza i diversi motivi di una sensazione di malessere (fame, sete, sonno, bisogno di contatto, ecc.). Se la risposta che il genitore dà al bambino è sempre la stessa per qualsiasi segnale di malessere (ovvero il cibo), il bambino imparerà a rispondere con l’assunzione di cibo a ogni futura esperienza di disagio.

L’unico modo per uscire da questa routine devastante è la motivazione al cambiamento, bisogna seguire percorsi mirati e personalizzati con professionisti esperti.

Il cibo non serve solo a nutrirsi, ma attorno ad esso si struttura il mondo relazionale del bambino. Pensateci, il cibo è il primo mezzo di rapporto interpersonale attraverso il quale il bambino riceve cura, amore e protezione. Per questo assume il valore simbolico di amore. Se la madre è in grado di cogliere i reali bisogni del figlio, riuscirà a soddisfarne le reali richieste di fame e così il bambino riuscirà a strutturarsi un proprio ciclo di fame/sazietà. Viceversa se la madre utilizza il cibo come meccanismo consolatorio, come premio o punizione, il bambino crescerà con un’organizzazione alimentare confusa e con la tendenza a rispondere con il cibo a qualsiasi stato di disagio o frustrazione.

Sulla base di quanto esposto, l’alimentazione non è semplicemente il momento di soddisfazione di un bisogno fisiologico, ma un’attività alla quale l’individuo attribuisce molteplici significati.

DETOX: dieta post vacanza

Ebbene sì, le vacanze estive sono terminate!

Settembre viene considerato l’inizio del nuovo anno quasi per tutti.

C’è il ritorno a scuola di bambini e ragazzi che cominciano una nuova avventura con l’inizio di un altro anno scolastico, c’è chi ritorna dalle ferie con la giusta carica per affrontare la routine lavorativa, c’è chi è stato in vacanza tre mesi, chi due settimane o pochi giorni. Anche chi non è mai partito, con l’inizio di settembre ritorna in una forma mentis diversa da quella estiva, l’inizio di un nuovo anno!

Si sa, con l’inizio di un nuovo anno partono anche tanti buoni propositi. Infatti chi si promette di ricominciare a “studiare sul serio”, chi giura di non accumulare lo stesso stress dell’anno lavorativo appena passato e chi si promette che per l’estate successiva vuole diventare come la super modella incontrata sulla spiaggia.

A settembre tutti abbiamo numerosi buoni propositi ma quello che accomuna la maggior parte di noi è la voglia di disintossicarsi. Depurare l’organismo dalle tante bravate estive e, soprattutto per chi ha mantenuto qualche chilo di troppo, perdere peso e tornare in forma.

Ecco quindi che i computer si surriscaldano per la continua ricerca della dieta perfetta e del miglior consulente nutrizionale esistente al mondo ma, in realtà, non esistono diete miracolose e bastano pochi e semplici consigli per iniziare a dimagrire velocemente e percorrere la giusta via verso il peso forma.

La scelta migliore è affidarsi a professionisti del settore che sapranno impostare, in seguito ad un’accurata visita, il giusto percorso da intraprendere.

Si parla di percorso perché, anche per la sola detossinazione, c’è bisogno di impegnarsi per un minimo di 5 giorni. Ovviamente il percorso non solo deve prevedere un’alimentazione che aiuti i nostri organi untori a smaltire le scorie accumulate ma anche l’associazione di una corretta attività fisica che aiuti ulteriormente il nostro copro nello smaltimento.

Quindi, ecco a voi dei consigli su come comportarsi per affrontare un percorso detox, ovviamente con l’aiuto di nutrizionisti qualificati.

Percorso Detox per sentirsi meglio

Per quanto riguarda l’alimentazione dovrà essere priva di sostanze dannose come alcolici, zuccheri raffinati, merendine, insaccati, formaggi stagionati e carne rossa sostituendoli con nutrienti più nobili come il pesce, zuccheri complessi e fibre che hanno il compito di catturare le molecole che sono dannose per l’organismo, sono ottimi alleati i legumi e cereali non raffinati come farro, orzo e riso integrale. Aumentare il consumo di alimenti che contengono polifenoli e micronutrienti in grado di neutralizzare le sostanze tossiche ed eliminare lo stress ossidativo come l’olio extra vergine di oliva, le cipolle, l’aglio, gli agrumi, i melograni e le spezie come curcuma, zenzero e tante altre. Anche la frutta secca è perfetta durante il periodo DETOX, infatti contiene i cosiddetti grassi buoni ed è anche ottima come spezza fame!

È molto importante tener conto anche dell’apporto idrico, aumentando il consumo di acqua e inserendo nell’alimentazione alimenti che hanno un potere drenante, come carciofi e finocchi.

L’attività fisica è sempre molto importante, in special modo se vogliamo facilitare il percorso di detossicazione. Infatti numerosi studi supportano la tesi che attraverso la sudorazione vengono escrete diverse sostanze tossiche come i metalli pesanti.

Quindi è opportuno associare almeno 1 ora di camminata veloce al giorno oppure utilizzare opportune strumentazioni con alte tecnologie sotto la sorveglianza di esperti qualificati in grado di facilitare, riducendo i tempi, l’allontanamento di tossine e scorie e che permettono al contempo di risvegliare il metabolismo addormentato.

Guida al Dimagrimento: Cos’è, Le Cause, Dieta per dimagrire, Cosa Fare.

Molte persone condividono, spesso segretamente, il continuo conflitto tra il desiderio di essere in perfetta forma e l’infelicità causata dall’incapacità di mantenere la giusta determinazione. A volte la voglia di emulare i personaggi del momento più in voga può portare all’insoddisfazione continua e alla voglia di essere sempre più simili agli standard del momento, capita quindi che la maggior parte delle persone cerca aiuto da professionisti nel settore per perdere qualche chiletto di troppo o per migliorare e modellare la propria forma fisica.

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